Gli scioperi a rovescio lepini-pontini

Il 20 Febbraio, a due giorni dall’inizio del primo sciopero a rovescio del lepino-pontino, nelle contrade di Foresta e Colli a Sezze, viene realizzato il primo chilometro di strada realizzato dagli scioperanti.
I giovani disoccupati di Sezze, al quinto giorno di sciopero, si organizzarono in assemblea ed approvarono un documento in cui si chiedeva al governo – come riportato nel libro di Giuseppe Cantarano Alla Riversa – Per una storia degli scioperi a rovescio 1951-52(Edizioni Dedalo, 1982) – “« l’immediato stanziamento di dieci milioni occorrenti per la costruzione del primo lotto della strada “Madonna dei Colli-Ceriara con l’impianto di un cantiere scuola ed in particolare l’immediato inizio di tutti i lavori per il completamento della bonifica idraulica ed agraria dell’Agro Pontino », che avrebbe offerto « lavoro e terra ai disoccupati ed ai poveri contadini della montagna.»

Gli scioperi a rovescio, scrive Vittorio Foa nell’introduzione del libro “Alla Riversa, sono stati : «una dimostrazione che il sistema non può annullare i soggetti, le persone.»

Sonnino, (Latina), 1951. Contro la disoccupazione e l’inerzia del governo, gli operai attuano “uno sciopero a rovescio” costruendo una strada. Aldo Natoli, segretario della federazione provinciale del Pci, è presente insieme a tutta la popolazione.
dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
http://patrimonio.aamod.it/aamod-web/film/detail/IL8210002314/22/sciopero-rovescio-sonnino-1951.html?startPage=0&idFondo&fbclid=IwAR17nfpKU_4Ehtbhtgnf7L8sA6RRAYKwym_7DzFuVDFxKdKgvHV87OzfHmk
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